L’amarezza per non essere arrivato fino in fondo nell’FC Pro 26 Open, ma la soddisfazione di aver staccato il pass per il Mondiale di EA Sports FC 26.
Lucio “HHzers” Vecchione, player italiano dei Ninjas In Pyjamas, può ritenersi comunque soddisfatto per questa prima parte di stagione.
L’Italia di EA Sports FC 26 sugli scudi
La sua avventura si è interrotta ai quarti di finale contro Emre Ylmaz, che ha superato anche Danilo “Danipitbull” Pinto prima di arrendersi nell’ultimo atto della competizione al cospetto di Anders Vejrgang. Un momento storico per il movimento italiano di EA Sports FC 26, che nella competizione appena conclusa ha portato ben quattro player nel tabellone principale. Oltre a HHzers e Danipitbull, infatti, anche Francesco “Obrun” Tagliafierro e Raffaele “ErCaccia” Cacciapuoti hanno raggiunto questa fase: “l’FC Pro 26 Open è stato speciale – ha ammesso lo stesso Lucio Vecchione – perché l’Italia ha portato quattro giocatori. Se non è un record, poco ci manca. È un segnale molto positivo per la scena di EA Sports FC. Secondo me il talento è la cosa migliore che abbiamo: da anni molti di noi ottengono risultati costanti ad alto livello. Manca ancora un titolo di prestigio, ma ci siamo andati vicino. Sono convinto che prima o poi qualcuno di noi riuscirà a farcela”.
Tutto pronto per la eSerie A
HHzers, intanto, vestirà la maglia dell’Hellas Verona nella prossima eSerie A: “Il campionato italiano è sempre bello da giocare e puoi confrontarti con i migliori player del panorama competitivo”. Ci sono, in ogni caso, ancora degli aspetti da migliorare e la firma di Anders Vejrgang con il Como non sposta gli equilibri in termini di visibilità: “Il fatto che un club abbia firmato un giocatore importante è sicuramente un segnale forte – prosegue Vecchione -, ma non penso che sia questo a fare la differenza nel competitivo nazionale. In Italia abbiamo già giocatori forti che hanno raggiunto risultati importanti. Se un talento straniero entra nel circuito fa piacere, perché come dicevo in precedenza c’è un confronto, ma non penso che sia questo a far decollare l’esports italiano”.
Cosa serve all’Italia per crescere ancora
Per far crescere davvero il movimento, servono passi concreti e iniziative strutturate: Secondo me – conclude HHzers – l’esports italiano ha bisogno di idee e percorsi duraturi. I giovani si avvicinano perché percepiscono sia il divertimento che gli aspetti professionali. Gli eventi sono sempre molto belli, si vede che molte persone lavorano per questo e possono fare sempre meglio. Alla fine, però, non dipende dai giocatori: noi facciamo il massimo”.