La qualificazione al Six Invitational 2026 di Rainbow Six dei Project Zero potrebbe essere a rischio. Su X, infatti, è stato pubblicato un video in cui Charlie “P1ker” Pyke, analyst della squadra, è stato sorpreso a comprare cheat su Discord.
Il filmato è datato 14 febbraio 2025, ma è emerso solo ora, nel momento in cui il roster senza organizzazione ha conquistato il pass per il Mondiale di Siege X.
Ubisoft e Blast ancora in silenzio
Un colpo di scena che rischia di cancellare l’impresa, almeno fino a quando non arriveranno risposte ufficiali. La questione non riguarda solo un singolo episodio: mette in discussione tutta la credibilità del team e, di riflesso, della competizione. La vera domanda, però, è una sola: che posizione prenderanno Ubisoft e Blast? Al momento nessuna delle parti in causa si è esposta e il silenzio rischia di diventare un problema. Se non arriveranno chiarimenti o provvedimenti, la community potrebbe interpretare questa situazione delicata come un segnale di indifferenza verso un caso che tocca direttamente l’integrità del gioco.
I rischi per i Project Zero verso il Six Invitational
Il quintetto dei Project Zero vede Dawid “Gruby” Marciniak, Harvey “Eupor” Hawkins, Daniel “Flexy” Esmail, Oscar “Oscr” Deacon e Skeptic. Una formazione costruita su esperienza e talento, con diversi player già visti in tier 1, ma priva di un supporto strutturale alle spalle. Proprio per questo, il rischio di ritrovarsi fuori dal Six Invitational potrebbe essere concreto. In caso di indagini, la squadra non avrebbe un’organizzazione a cui appoggiarsi per gestire la situazione, né un direttivo pronto a fare da filtro con le autorità competenti. E se dovessero arrivare sanzioni, i giocatori rischierebbero di restare soli a fronteggiare le conseguenze.
La posizione dei Twisted Minds
A far salire ulteriormente la tensione ci ha pensato Hashem “Hashom” Jafri, giocatore dei Twisted Minds, squadra che ha perso la finale del Last Chance Qualifier per il Six Invitational proprio contro i Project Zero: “Le squadre si allenano per mesi, giorno dopo giorno – ha ammesso il player saudita – per competere ai massimi livelli. Poi un analyst viene beccato a comprare cheat e dovremmo far finta di niente? Non regge. Se qualcuno dentro al team acquista cheat, che prove ci sono che i giocatori non fossero coinvolti o influenzati? Questo mette tutti al buio, distrugge la fiducia e azzera l’integrità competitiva. Giocatori, team e fan meritano molto di più”.