Al Villaggio Olimpico dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 c’è anche un po’ di esport grazie a una serie di postazioni che portano avanti lo spirito della Gillette Bomber Cup (ora Bomber Championship). Su una serie di PS5 gli atleti e le atlete ospiti del Villaggio Olimpico di Milano possono esplorare e giocare con la Gillette City Winter Edition, una nuova mappa di Fortnite a tema invernale.
Un parco giochi con tanto di coach
Due coach d’eccezione, Myke e Lollolacustre, hanno guidato gli olimpionici tra comandi e strategie per fagli avere un assaggio non solo del mondo del gaming, ma anche di quello degli esport, in cui molti di sono trovati a loro agio. “Gillette ha creato una mappa su cui poter giocare e mettersi alla prova” ha detto Myke a Esports Insider Italia. “Sono qui per unire il mondo del gaming e degli esport con quello dello sport perché hanno tante cose in comune, dalla preparazione alla performance.
“È una mappa a portata degli atleti e di chi gioca per la prima volta” continua Myke. “Fortnite è il mio titolo principale, ho iniziato come coach e poi come caster, e aver assistito gli atleti mi ha fatto notare un sacco di similitudini tra i due mondi. Sono passati un sacco di campioni che abbiamo sfidato e con cui abbiamo chiacchierato di gaming”.
La Gillette Bomber Championship è la competizione di Fortnite di più alto profilo del nostro Paese, con tanto di finali alla Milan Games Week, e l’evento al Villaggio Olimpico è “una sua diretta prosecuzione. Questo momento di svago per gli atleti olimpici è la continuazione di un percorso che quest’anno andrà avanti con tante novità”.
“Siamo incredibilmente entusiasti di portare un’esperienza di gaming unica firmata Gillette nel cuore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026”, ha detto Marco Centanni, Brand Director Italia di Gillette. “Per noi esiste un parallelismo naturale tra la dedizione di un atleta olimpico e l’abilità di un gamer di alto livello. Entrambi richiedono precisione, strategia e la migliore attrezzatura per vincere”.
Atleti olimpici e esport
“È stato facilissimo fare da coach di Fortnite agli atleti olimpici perché sono assolutamente predisposti alla competizione” ci ha spiegato Myke che aveva il compito di spiegare la mappa e le meccaniche a chi provava Fortnite per la prima volta. “Gli elementi che ritrovi in game sono gli stessi che ci sono in pista: concentrazione, attitudine, gestione dell’attenzione, della tensione e della difficoltà. È bastato dargli una piccola spinta e sembrava che stessero giocando da tutta la vita”.
“Ho giocato con loro, contro di loro, li ho assistiti e ci siamo tenuti testa alla grande! Matteo Rizzo (pattinatore di figura medaglia di bronzo nella gara a squadre di Milano-Cortina ndr) mi ha stupito perché era come se giocasse da sempre. È bastato dargli un minimo di indicazioni e ha battuto Lollo (Lollolacustre ndr). Noi siamo abituati ad avere a che fare con gli atleti esportivi e ci sono alcune differenze, ma allo stesso tempo grandi similitudini e le Olimpiadi sono certamente uno degli ambienti che riesce a unire questi due mondi”.
Il mondo dei gaming, anche competitivo, non è estraneo agli sportivi di più alto livello al mondo: “Gli atleti olimpici sono portati per gli esport, tanti di quelli che sono passati li seguono e capita spesso, anche quando parlo con atleti in altri ambiti, di incontrare appassionati di videogiochi competitivi che seguono diversi titoli. È uno scambio che ha in comune la passione per la competitività”.
“Matteo (Rizzo ndr) non conosceva bene il mondo degli esport, ma è molto legato al mondo del gaming ed è un attimo passare dal videogioco puro a quelli competitivi” ha detto Myke alla fine dell’intervissta. “Ti guidano la passione e la voglia di vincere come negli sport. Magari inizi a sciare per hobby e poi, notando passione e talento, inizi a competere. Matteo appena si è seduto mi ha detto ‘io non ho mai giocato a Fortnite’ e poi ci ha distrutto. Non solo era portato per il gaming ma anche per la creazione di contenuti, sembrava che l’avesse fatto sa sempre. Gli abbiamo detto che a fine carriera (sportiva) ne aveva già altre due ad aspettarlo: il player e il presentatore!”