Il mese che tradizionalmente accende la corsa agli acquisti natalizi si è trasformato in un campanello d’allarme per l’industria videoludica statunitense.
Novembre, da sempre decisivo per il mercato hardware, ha registrato una brusca frenata che non si vedeva da vent’anni, mettendo in discussione equilibri e strategie dei principali produttori di console.
Tra rincari, tensioni commerciali e costi industriali in aumento, il settore si trova a fare i conti con un contesto profondamente cambiato rispetto al recente passato.
Prezzi record su console e domanda in contrazione
Secondo i dati diffusi da Circana, la spesa dei consumatori per le console si è fermata a 695 milioni di dollari, il livello più basso per un mese di novembre dal 2005. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la spesa è diminuita del 27%, mentre i prezzi medi sono aumentati dell’11%, raggiungendo quota 439 dollari, un record per il periodo pre-natalizio. Le nuove tariffe introdotte dagli Stati Uniti in primavera spiegano in larga parte questi rincari. Sony, Nintendo e Microsoft hanno riorganizzato rapidamente le proprie catene produttive, con un trasferimento significativo degli impianti in Vietnam. In un contesto di forte incertezza, quasi tutti i produttori hanno scelto di ritoccare i listini verso l’alto.
Nintendo tra difficoltà hardware e segnali positivi
In questo scenario, Nintendo ha perso per la prima volta dalla scorsa estate la leadership nelle vendite, superata da PlayStation 5 sia in valore che in unità. La scelta di mantenere invariato il prezzo di Switch 2 non è bastata a contrastare questa rallentamento. A peggiorare il quadro della situazione, i costi delle memorie, penalizzate dalla crescente domanda legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La società giapponese ha visto crescere sensibilmente le spese sui componenti, con riflessi anche sul titolo in Borsa. Non mancano, però, segnali incoraggianti. Titoli come Kirby Air Riders e Pokemon Legends: Z-A hanno conquistato un posto nella top 10 delle vendite negli Stati Uniti. Un dato che conferma come il rafforzamento del catalogo resti la chiave per sostenere l’ecosistema Switch nel medio periodo.