Il GDC Festival of Gaming ha pubblicato il State of the Game Industry Report 2026, offrendo uno spaccato netto sullo stato dell’industria videoludica globale.
Il dato più emblematico riguarda l’intelligenza artificiale generativa: il 52% dei 2.300 professionisti interpellati ritiene che stia avendo un impatto negativo sul settore, con un aumento di 30 punti percentuali rispetto all’anno scorso.
l report affronta inoltre temi centrali come i licenziamenti, la sindacalizzazione e le difficoltà legate al fare business negli Stati Uniti. Dal punto di vista demografico, il campione è composto per il 64% da uomini, il 28% da donne e l’8% da persone non binarie.
L’IA generativa divide e preoccupa l’industria
Sulla percezione dell’IA generativa, il giudizio negativo appare ormai prevalente. Beth Elderkin, autrice e ricercatrice del sondaggio, ha spiegato che il cambio di sentiment è legato alla crescente concretezza della tecnologia. Da ipotesi teorica, infatti, è diventata una presenza quotidiana nel lavoro e nella vita delle persone. Secondo Elderkin, questo ha portato molti professionisti a maturare posizioni più nette, riducendo le valutazioni intermedie. Il report raccoglie anche commenti durissimi: un ex impiegato senior ha definito l’IA “ripugnante”, accusandola di basarsi su furto e plagio e di avere un impatto energetico insostenibile. Il 36% dei rispondenti dichiara di utilizzare strumenti di IA nel proprio lavoro, mentre il 52% afferma che la propria azienda ne fa uso. Una parte significativa, invece, non li utilizza direttamente. Alcuni manager sostengono che non esista alcun problema che l’IA risolva senza compromettere creatività e occupazione.
Lavoro, sindacati e politiche USA sotto accusa
Il capitolo dedicato al lavoro restituisce un quadro altrettanto critico. Negli ultimi due anni, un professionista su quattro è stato licenziato, mentre la metà dei rispondenti afferma che la propria azienda ha effettuato tagli nel corso dell’ultimo anno. In questo contesto cresce il sostegno alla sindacalizzazione: l’82% dei professionisti statunitensi si dichiara favorevole, con percentuali ancora più alte tra i giovani. Infine, il report affronta il tema delle politiche statunitensi su immigrazione e identità di genere: tra i rispondenti non residenti negli USA, il 31% ha cancellato viaggi nel Paese e il 33% sta rivalutando i propri piani, mentre il 60% di leader e investitori internazionali afferma che le attuali politiche stanno influenzando negativamente il desiderio e la possibilità di fare affari negli Stati Uniti.