Tetris vuole arrivare alle Olimpiadi

Francesco "Deugemo" Lombardo
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Indice
  1. Dai computer sovietici ai droni di Dubai
  2. Un possibile approdo alle Olimpiadi?
  3. Il ruolo dell’AI e l’importanza della community
Tetris olimpiadi

Le Red Bull Tetris World Finals si sono svolte a Dubai il 13 dicembre 2025, culminando con la vittoria del giocatore turco Fehmi Atalar. A rendere l’evento unico non è stato solo il risultato competitivo, ma l’utilizzo di 2.800 droni sincronizzati che hanno letteralmente “disegnato” le partite di Tetris nel cielo, trasformando il torneo in uno spettacolo senza precedenti nel panorama esports.

Dai computer sovietici ai droni di Dubai

A osservare dal vivo la finale (qui il nostro resoconto) c’erano Alexey Pajitnov, creatore di Tetris, e Henk Rogers, figura chiave nella storia del titolo per averne curato la licenza Nintendo e il lancio su Game Boy nel 1989. Proprio Rogers, in un’intervista rilasciata prima dell’evento, ha approfondito il ruolo di Tetris negli esports moderni e le sue ambizioni future, arrivando a citare apertamente un possibile approdo olimpico.

Secondo Rogers, infatti, la longevità competitiva di Tetris è uno dei suoi punti di forza principali. Nato nel 1985 su un computer sovietico, il gioco è considerato da molti uno dei primi esempi di competizione videoludica, ben prima che il termine “esports” entrasse nel linguaggio comune. “Tetris non sembra un gioco del passato: visivamente e concettualmente appare ancora moderno, ed è questo che lo rende unico”, ha spiegato Rogers.

Un possibile approdo alle Olimpiadi?

Nel corso dell’intervista, il co-fondatore di The Tetris Company ha collegato direttamente questa identità “senza tempo” alla possibilità di vedere Tetris un giorno alle Olimpiadi. Rogers ha sottolineato come il titolo sia volutamente privo di violenza, sesso e scommesse, elementi che spesso rappresentano un ostacolo per l’ingresso degli esports nel contesto olimpico. “Lavoriamo duramente per mantenere Tetris un gioco pulito. Questo è fondamentale se mai dovesse diventare una disciplina olimpica”, ha dichiarato, lasciando intendere che l’obiettivo non è solo simbolico, ma strategico.

Un altro aspetto chiave è l’accessibilità: Tetris è facile da comprendere ma estremamente difficile da padroneggiare, una caratteristica che lo rende adatto a un pubblico globale e trasversale, proprio come gli sport tradizionali presenti ai Giochi. Dal punto di vista evolutivo, Rogers ha ribadito che ogni innovazione tecnologica deve rispettare l’essenza originale del gioco. Nonostante i tentativi passati di trasformarlo in un’esperienza tridimensionale, Tetris rimane volutamente un titolo 2D. “Quando iniziamo un nuovo progetto, torniamo sempre al Tetris originale. È da lì che si costruisce il futuro”, ha spiegato.

Il ruolo dell’AI e l’importanza della community

Guardando avanti, Rogers ha espresso entusiasmo per il ruolo che l’intelligenza artificiale potrebbe avere nel competitivo di Tetris, sia come strumento di analisi delle performance dei giocatori sia come supporto alla crescita della scena esports. L’AI potrebbe offrire feedback dettagliati sulle partite, alimentando il dibattito tra giocatori e fan e contribuendo allo sviluppo di nuove modalità competitive.

Infine, Rogers ha evidenziato l’importanza della community, ancora estremamente attiva dopo oltre 35 anni. Eventi come le Tetris World Finals permettono di osservare le reazioni del pubblico e comprendere come il gioco venga vissuto oggi. “Tetris ha un effetto quasi meditativo: in pochi minuti ti permette di resettare la mente. È per questo che funziona ovunque, dagli esports fino, potenzialmente, alle Olimpiadi”, ha concluso.

Francesco "Deugemo" Lombardo

Esports Reporter
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Dal 2014 racconto il mondo degli esports attraverso personaggi, eventi e tornei con una visuale a 360 gradi. Editor, reporter, speaker a eventi e conferenze, giurato agli Italian Esports Awards, content creator su Twitch e Youtube.
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