2XKO: la recensione di un ottimo picchiaduro costretto a fare il “videogioco Riot”

Riccardo Lichene
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2XKO recensione

2XKO è l’operato di decine di fanatici dei picchiaduro e si vede. Dal design degli eroi alle meccaniche tag team (quindi con due eroi che si alternano in combattimento) passando per l’infinita lista di migliorie alla qualità della vita che sembra presa dai subreddit di Tekken e Street Fighter, il picchiaduro di Riot Games ha tutte le carte in regola per entrare nell’Olimpo del genere, peccato sia costretto a replicare in molti aspetti la formula da “videogioco di Riot Games” a cui tutto ciò che è uscito dopo League of Legends ci ha abituato.

Solidità, profondità e apparente accessibilità

2XKO, per chi conosce i picchiaduro, è un gioco che non è solo tecnicamente granitico (sia in client sia a livello di netcode), me è anche profondo e unico. Profondo perché il design dei suoi personaggi ha la firma di chi è ossessionato con il genere. Unico perché il suo sistema tag-team permette di creare combinazioni appassionanti e che richiedono centinaia di ore ciascuna per essere perfezionate.

Prendiamo ad esempio i due personaggi che, anche nel loro stato nerfato di debutto su console, stanno dominando il meta competitivo: Ekko e Yasuo. Questi due personaggi hanno kit talmente versatili che devono essere il prodotto di chi ha detto “voglio l’anti air, lo zoning, il potenziale di rushdown e la possibilità di intrappolare il mio avversario in un angolo, tutto nello stesso personaggio”.

Sono malvagi nel loro essere efficienti e sono infinitamente divertenti per chi sa cosa significano tutti i termini sopra elencati. Per chi non si è mai avvicinato a un picchiaduro, iniziare a giocare a 2XKO sarà un’esperienza pressoché identica a quella che milioni di giocatori hanno avuto all’alba di Valorant: nell’istante in cui si inizia a scalare la curva di apprendimento (e quella competitiva) si viene completamente distrutti da chi ha 1000 ore su Tekken, Street Fighter o la serie Marvel vs Capcom.

Il gioco fa tutto ciò che è in suo potere per apparire accessibile ma non lo è, non per un neofita completo almeno. Questa è una buona e una cattiva notizia perché il veterano della FGC ha di che saziarsi per mesi e anni se il gioco gli piace. Il novizio, invece, deve salire una china molto ripida e della durata di diversi mesi prima di superare la collina che racchiude in sé le basi tecniche dei picchiaduro.

2XKO ha un futuro esportivo, ma non è di massa

2XKO è il primo vero picchiaduro free to play sul mercato e giocando è possibile ottenere in relativamente poco tempo tutti i nuovi personaggi. Il suo roster di partenza non è molto ampio ma sono in arrivo 4 eroi all’anno quindi il problema si risolverà presto. Il suo essere free to play, però, impedirà a molti nuovi arrivati di superare frustrazione e noia in virtù dell’aver speso dei soldi per acquistare il gioco.

Forse il progressivo arrivo di nuovi giocatori in corrispondenza di nuovi aggiornamenti o eroi particolarmente popolari di LoL farà dei bei numeri, ma 2XKO non sarà un gioco di massa perché è deliziosamente complesso e non ci sono abbastanza fan di League o di Arcane da popolare decine di migliaia di lobby solo con la passione verso la proprietà intellettuale.

Niente rappresenta meglio questo problema delle meccaniche di tag (i Fuse) che rappresentano l’innovazione più concreta di 2XKO. Questi sono modi di combinare i due personaggi della propria squadra per concatenare ultimate, avere abilità extra cambiando da un personaggio all’altro e modificare il comportamento del personaggio secondario.

Se un picchiaduro “tradizionale” ha già decine di opzioni come kit di partenza, 2XKO non ha solo 2 personaggi sulla carta simultaneamente a schermo, ma ha diverse “rilegature” per farli parlare tra loro moltiplicando il numero di possibilità sia offensive sia difensive. Tutto questo è una manna per la scena competitiva che ha già dimostrato di saper dare spettacolo.

Riot, poi, ha deciso di lasciare alla FGC e ai suoi organizzatori veterani la gestione dell’ecosistema mettendoci grassi montepremi e una linea di skin che va a finanziare le competizioni, una mossa lodata da ogni angolo della community. Nello shop, infine, ci sono i soliti abiti costosi a cui lo sviluppatore ci ha abituato.

2XKO non è un gioco approcciabile, ma non vuol dire che non valga la pena approcciarlo. É complesso e ricco, divertente e frustrante, profondo e articolato. Vi ricompenserà se gli dedicherete il tempo necessario (per iniziare ci sono anche dei comandi semplificati), ma non sperate di convincere i vostri amici compagni di partite a LoL, TFT, Riftboud o Valorant, a unirvi a voi con la premessa che “tanto è facile da imparare”.

Riccardo Lichene

Giornalista esportivo e critico videoludico, Riccardo Lichene è cresciuto a pane e Ovewatch e ha iniziato la sua carriera nel giornalismo esportivo parlando della Overwatch League per poi aprirsi al resto dei titoli Blizzard, al mondo di Counter-Strike e alla FGC. Ora è caporedattore di Esportsinsider Italia.
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