Dopo undici anni ai vertici di League of Legends in Cina, il club Royal Never Give Up ha annunciato ufficialmente la propria uscita dal campionato cinese LPL e dalla scena di Lol, ponendo fine a uno dei capitoli più iconici nella storia dell’esport di Riot Games. La decisione arriva al termine di un lungo periodo di incertezze e segue l’addio dei FunPlus Phoenix, campioni del mondo nel 2019, rendendo il 2025 uno degli anni più turbolenti di sempre per la massima lega cinese.
La fine di un’era per la LPL
L’uscita dei Royal Never Give Up era nell’aria da diversi mesi. L’organizzazione non aveva preso parte al terzo split della LDL nel 2025 in seguito alla loro eliminazione dalla massima serie dopo il secondo split di LPL, primo segnale concreto di un ridimensionamento competitivo ormai irreversibile. A inizio gennaio, la conferma è arrivata indirettamente anche dalla LPL stessa, che ha presentato il format della stagione 2026 mostrando soltanto 14 loghi ufficiali, senza includere gli RNG. Poche settimane prima, inoltre, la lega aveva già riacquisito lo slot di FunPlus Phoenix, segnando il secondo addio di peso in un solo anno solare.
Alla base della decisione degli RNG c’è una situazione finanziaria e legale estremamente complessa. L’organizzazione è stata travolta da numerose cause legali intentate da ex-giocatori per stipendi non pagati, con richieste di risarcimento milionarie nei tribunali cinesi. A questo si sono aggiunti il ritiro di figure chiave come Uzi e scelte di mercato poco efficaci, che hanno progressivamente indebolito sia il progetto sportivo sia i rapporti con sponsor e partner commerciali.
L’eredità competitiva degli RNG su Lol
I Royal Never Give Up hanno costruito una delle bacheche più prestigiose nella storia di League of Legends. Cinque titoli nazionali in Cina, prima squadra a raggiungere due finali mondiali consecutive (2013 e 2014, perse entrambe) e a vincere tre Mid-Season Invitational (finora unica squadra a riuscirci): risultati che hanno reso gli RNG l’organizzazione cinese di maggior successo nella storia di Lol pur senza aver mai vinto il mondiale.
Nonostante i successi internazionali, i Worlds sono infatti sempre rimasti il grande rimpianto dell’organizzazione e del suo giocatore più iconico, Uzi, inserito nel 2025 nella Hall of Fame di League of Legends, secondo giocatore dopo (ovviamente) Lee “Faker” Sang-hyeok. Resta indelebile l’impatto lasciato da giocatori leggendari passati dalla maglia dei Royals, tra cui il già citato Jian “Uzi” Zi-Hao, Li “Xiaohu” Yuan-Hao, capace di vincere l’Msi in due ruoli differenti (top e mid), Cho “Mata” Se-hyeong, Chen “GALA” Wei e Chen “Bin” Ze-Bin.
Una LPL sempre più ridotta
L’addio dei Royal Never Give Up si inserisce in un processo di progressiva riduzione del numero di squadre partecipanti alla LPL. Dopo aver toccato il picco di 17 team nel 2020, la lega è scesa a 16 nel 2025 con l’uscita di Rare Atom, fino ad arrivare agli attuali 14 partecipanti previsti per il 2026. La nuova struttura introdotta dalla lega prevede che le ultime due squadre dello Split 2 vengano escluse dallo Split 3 e retrocesse temporaneamente in LDL per poi tornare in LPL nella stagione successiva.
Questo meccanismo ha già prodotto conseguenze dirette: Oh My God e Royal Never Give Up erano finite in fondo alla classifica nel 2025, ma solo OMG tornerà in LPL nel 2026. RNG, invece, ha scelto di rinunciare definitivamente allo slot. Una decisione che non rappresenta soltanto la fine di un’organizzazione storica, ma anche un chiaro segnale delle crescenti difficoltà economiche e strutturali che stanno ridefinendo il futuro dell’esport cinese, e non solo, di League of Legends.