La nuova stagione di Lit sta per iniziare con le prime partite in programma l’8 gennaio 2026. Al di là delle due nuove squadre e del nuovo (vecchio?) formato che garantisce più partite nella prima fase senza eliminare nessuno, la novità più importante è rappresentata dal nuovo sistema di gestione degli import. Come annunciato dallo stesso tournament organizer Pg Esports, da quest’anno i cosiddetti LTR (locally trained representatives) saranno definiti in maniera differente con l’obiettivo di garantire più spazio ai giocatori italiani.
Come funzionavano gli LTR
Alcune settimane fa Riot Games ha anticipato i cambiamenti della stagione competitiva 2026 della regione Emea, andando a modificare in particolare la regola sugli Ltr. Più che modificare, in realtà, l’ha del tutto eliminata lasciando ai singoli tournament organizer delle varie Erl (Emea Regional League, tra cui l’Italia con Lit) la gestione autonoma dei limiti da imporre alle squadre. L’Ltr è uno status che si acquisisce in due modi: un giocatore viene considerato Ltr all’interno di una Erl se ha avuto la residenza legale ed è stato presente nell’area competitiva di una regione per almeno 36 degli ultimi 60 mesi; oppure un giocatore viene considerato Ltr se ha giocato la maggior parte dei match in una Erl per almeno due degli ultimi tre split temporali.
Negli anni, come riportato su Esportsmag, il numero di italiani è progressivamente sceso proprio a causa dell’abuso della regola sugli Ltr. Molte squadre infatti puntavano più sull’accaparrarsi i giocatori stranieri divenuti “locali” piuttosto che sui talenti italiani, arrivando addirittura ad avere squadre composte interamente (cinque su cinque titolari) da player stranieri: il punto più basso è stato il Summer Split 2023 quando gli italiani erano il 22,22% del totale. Solo negli ultimi quattro split c’è stata un’inversione di tendenza, fino ad arrivare al Summer 2025 con il 50% di italiani.
Come cambia la regola
Da questa stagione 2026 la regola sugli import cambia per volere stesso di Pg Esports che, in accordo con i team, ha optato per una diversa definizione. Non esiste più la dicitura Ltr ma solo quella di import. Adesso ogni squadra deve schierare nel roster titolare almeno tre local player e si viene considerati tali se: si vive in Italia da almeno dodici mesi; oppure è stato legalmente residente in Italia per almeno 36 mesi dopo i 13 anni. In tutti gli altri casi un giocatore è considerato un import.
L’obiettivo dichiarato è quello di incentivare l’utilizzo dei talenti italiani e dare loro più spazio nella massima serie. Con questa nuova regola il numero di italiani nel roster di partenza è effettivamente schizzato in alto, raggiungendo numeri che non si vedevano ormai da anni. Su 40 giocatori di partenza (cinque per ognuna delle otto squadre), i giocatori italiani sono 27, il dato più alto dal 2020. I Gmblers Esports, da questo split in collaborazione con i Macko, hanno addirittura optato per un roster interamente italiano dove spicca la botlane composta dai veterani Rharesh e Shredder. In percentuale, invece, gli italiani sono il 67,5%, il secondo dato più alto dopo lo Spring Split 2018, la prima edizione del Pg Nationals.