Come stanno andando le coach comms su Lol?

Francesco "Deugemo" Lombardo
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Indice
  1. La prima volta su Lol
  2. L’impatto delle coach comms su Lol
  3. Quanto sono importanti davvero le coach comms?
  4. Non tutti sono d’accordo
lol lck coach comms
Image credit: LCK Cup 2026 Play-Ins DRX vs Nongshim (Foto di Riot Games)

Nel 2026 è stata introdotta su Lol la possibilità di comunicare tra giocatori e coaching staff durante le partite, le coach comms. Un fenomeno che in alcuni sport tradizionali di squadra, come il calcio, la pallanuoto, il basket, siamo ampiamente abituati a vedere. Negli esports, tra cui League of Legends, tutto questo non è affatto scontato, anzi: le comunicazioni tra player e allenatore sono riservate a precisi momenti al di fuori della partita, senza possibilità di intervento esterno. Ma come sta andando finora?

La prima volta su Lol

A sollevare la riflessione è Davide Xu su Esports Insider, dopo che all’inizio di questa stagione due leghe regionali, la coreana LCK e l’asiatica LCP hanno introdotto le Coach Comms, una funzionalità sperimentale che aggiunge una nuova variabile al panorama competitivo di League of Legends. Per la prima volta nella storia del moba di Riot Games, infatti, gli allenatori dei team in LCK e LCP possono comunicare direttamente con i giocatori durante la partita, in modo simile a quanto avviene in Formula 1 tra ingegneri e piloti, per fare un altro esempio.

Se negli fps le comunicazioni possono avvenire repentinamente tra un round e l’altro o in caso di time-out, ma comunque all’interno di un match, in giochi come League of Legends o Dota 2 invece le comunicazioni avvengono solo fra un game e l’altro, senza alcuna possibilità di interferenza, chiamiamola così, dall’esterno. Per oltre 15 anni, il ruolo dei coach in League of Legends si è limitato alla precedente al game in cui è fondamentale la comunicazione nella fase di selezione dei campioni, la cosiddetta draft. Una volta entrati nella Landa degli Evocatori, i giocatori diventano completamente autonomi fino alla fine della partita.

L’impatto delle coach comms su Lol

Questo nuovo sistema cambia radicalmente il paradigma. Ogni team può usufruire di fino a tre interventi per partita, ciascuno della durata massima di 45 secondi, con l’obiettivo di aiutare la squadra a esprimersi a un livello più alto. Nonostante si tratti di un esperimento rilevante, le reazioni di coach e player sono state fino a questo momento contrastanti. Diversi allenatori hanno definito i Coach Comms come una semplice “nuova variabile da gestire”. Il capo allenatore dei GENG, Ryu “Ryu” Sang-wook, aveva minimizzato l’impatto già durante il Media Day dell’LCK: “Non credo che avrà un grande impatto, probabilmente le partite si svolgeranno in modo simile a prima”.

Uno degli argomenti più forti a favore dei Coach Comms è la possibilità per i coach di fornire input aggiuntivi nei momenti di confusione, quando i team faticano a interpretare correttamente lo stato della partita e non sanno esattamente quale può essere la successiva mossa più efficiente. Avere uno sguardo dall’esterno è sempre fondamentale per avere una visione d’insieme, aspetto che nessun giocatore all’interno del game può ovviamente avere. Il capo allenatore dei BNK FearX, Park “Edo” Jun-seok, ha sottolineato come il sistema possa essere utile quando i giocatori sono “di fretta” e necessitano di maggiore coordinazione. In situazioni caotiche, un intervento esterno può aiutare a riorganizzare le idee e riallineare la squadra.

Quanto sono importanti davvero le coach comms?

Quella precedente è un’opinione condivisa anche dal midlaner dei KT Rolster, Gwak “Bdd” Bo-seong, che ha ammesso come i Coach Comms si siano rivelati più utili del previsto. Secondo Bdd, le indicazioni continue aiutano a restare fedeli al piano di gioco e a gestire meglio la macro-strategia della partita. Il punto principale sembra proprio questo: le coach comms non servono ad aiutare i singoli giocatori a interpretare al meglio la partita, come magari invece succede nel calcio con indicazioni ai singoli. Su League of Legends l’utilità raggiunge il suo picco nell’aiutare la squadra come entità di gruppo a interpretare meglio alcuni momenti della partita.

Un altro beneficio rilevante riguarda la tenuta mentale dei giocatori. Grazie ai Coach Comms, un allenatore può intervenire per limitare eventuali momenti di tensione e prevenire errori dettati dallo stress. Questo aspetto è stato evidenziato anche dal coach dei DN SOOPers, Ju “oDin” Yeong-dal, che ha parlato apertamente di supporto al “mental care”. Il sistema porta vantaggi anche dal punto di vista dello spettacolo. La LCK ha iniziato a trasmettere frammenti delle comunicazioni tra coach e giocatori, offrendo agli spettatori una nuova prospettiva e maggiore trasparenza sul reale impatto degli allenatori, un tema spesso discusso nella community.

Non tutti sono d’accordo

Una delle voci più critiche, negativamente, arriva a sorpresa dal tre volte campione del mondo, il jungler dei T1 Mun “Oner” Hyeon-jun. Il giocatore ha dichiarato in una recente intervista che il suo team utilizza raramente i Coach Comms. La sua preoccupazione è dettata dalla paura che gli interventi a voce del proprio coaching staff potrebbero compromettere la concentrazione nei momenti più delicati della partita. Questo aspetto dipende inevitabilmente dalla mentalità dei singoli giocatori: esistono chiaramente giocatori che preferiscono essere, per così dire, “lasciati in pace” perché in grado di trovare autonomamente la strada migliore; altri, invece, hanno forse bisogno di un supporto durante la partita per avere la conferma che quanto stiano facendo sia corretto. 

La preoccupazione di Oner è poi condivisa anche dal capo allenatore degli Hanwha Life Esports, Yoon “Homme” Sung-youn, secondo cui una voce aggiuntiva, anche se corretta, può risultare più dannosa che utile. Anche Lee “Faker” Sang-hyeok ha riconosciuto entrambe le facce della medaglia: “Le coach comms possono essere utili per evidenziare ciò che manca a metà partita. Dall’altro lato, però, possono spezzare il ritmo e rendere più difficile mantenere la concentrazione”. Nel complesso, dunque, le Coach Comms non sono uno strumento indispensabile per tutti i team, ma possono risultare molto utili in contesti specifici. Le squadre che potrebbero beneficiarne maggiormente sono quelle con roster nuovi, problemi di sinergia, o prive di un vero shotcaller in-game. Mentre risulta chiaro che, per un team come i T1, vincitore degli ultimi tre mondiali di League of Legends, questo problema non si pone affatto.

Francesco "Deugemo" Lombardo

Esports Reporter
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Dal 2014 racconto il mondo degli esports attraverso personaggi, eventi e tornei con una visuale a 360 gradi. Editor, reporter, speaker a eventi e conferenze, giurato agli Italian Esports Awards, content creator su Twitch e Youtube.
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