I pro di Counter-Strike passano al Logitech Superstrike: i numeri dietro il successo

Massimiliano Di Pasquale
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I pro di Counter-Strike cambiano le regole del gioco con il nuovo mouse Logitech Superstrike

Un nuovo mouse sta attirando l’attenzione di molti player professionistici, in particolare nel mondo di Counter-Strike 2. Solitamente, i giocatori professionisti evitano di cambiare periferiche prima di una grande competizione: prendere confidenza con una nuova tastiera o mouse può richiedere tempo e quando il lavoro dipende dalle prestazioni ogni dettaglio conta. Eppure, il Logitech X2 Superstrike, lanciato di recente a 180 euro, si sta rapidamente imponendo come il preferito tra i professionisti del videogioco di Valve.

Tecnologia all’avanguardia per un vantaggio minimo

Il mouse si distingue per il sistema Haptic Inductive Trigger (HITS), che sostituisce gli switch tradizionali e permette di ridurre il tempo di click, offrendo al contempo un feedback aptico personalizzabile. In pratica, riduce il tempo tra lo sparo e il momento in cui il colpo viene registrato sul nemico fino a 30 millisecondi, circa 20 millisecondi meno di un battito di ciglia umano. Per i giocatori professionisti, ogni frazione di secondo può fare la differenza, rendendo il Superstrike un vantaggio competitivo tangibile. Logitech ha accelerato lo sviluppo del mouse dopo i test dei pro, partendo dall’esperienza del Superlight 2, già amato nel circuito di Counter-Strike. Alcuni giocatori, come Kscerato, avevano avuto accesso anticipato al mouse e lo hanno già utilizzato con successo, vincendo premi MVP in competizioni precedenti.

L’ascesa tra i professionisti e possibili sviluppi

La diffusione del X2 Superstrike è rapida: squadre di alto livello come Mongolz, Team Falcons e Furia hanno già metà dei loro giocatori equipaggiati con il nuovo mouse. La curiosità ora riguarda la possibile espansione ad altri titoli competitivi come Rainbow Six Siege, Valorant o League of Legends, dove la precisione e la reattività contano altrettanto. Pur essendo probabilmente poco utile per i giocatori amatoriali, il Superstrike conferma come un piccolo miglioramento tecnico possa diventare un elemento sempre più decisivo negli esports.

Massimiliano Di Pasquale

Giornalista pubblicista classe ’93, con sport ed esports come stelle polari. Appassionato di FPS, gioco a Rainbow Six Siege e ho rotto un’infinità di pad prima su FIFA e poi su EA Sports FC.
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