Quando vi abbiamo raccontato tutto quello che sapevamo sul Logitech Pro X2 Superstrike, siamo rimasti sorpresi dalle reazioni di professionisti come m0NESY e Caps che, stupiti dalle performance, lo hanno definito quasi una rivoluzione. Poi lo abbiamo provato, e dobbiamo dargli ragione.
Metodologia e specifiche tecniche
Per mettere alla prova il Pro X2 Superstrike abbiamo giocato a Overwatch, League of Legends, Deadlock, Valorant e Counter Strike 2, tutti giochi dove il tempo di reazione fa la differenza. La grande innovazione di Logitech per questo mouse è sostituire i tasti meccanici (che da sempre hanno fatto da click principali sui mouse) con dei sensori accompagnati da un feedback aptico.
Questi sensori sono sensibilissimi e regolabili per poter personalizzare il punto esatto, nella corsa millimetrica del click, in cui il mouse registra l’input. Impostato sulla sensibilità massima, basta sfiorarlo per far registrare un comando e la differenza è palpabile, soprattutto su Counter-Strike e Valorant.

Non essendoci bottoni classici, il “click” è simulato con feedback aptico, anche lui regolabile, e dopo un primo impatto piuttosto straniante, ci si abitua molto in fretta. L’altro vantaggio di questi nuovi sensori è che sono pronti a registrare un nuovo input nel momento in cui inizia la risalita del dito, quindi è possibile cliccare molto più di frequente. Avere più click nello stesso spazio di tempo è fondamentale tanto in League of legends (per cambiare direzione in fretta) quanto negli fps per ridurre il rinculo delle armi a colpo singolo.
C’è un vantaggio competitivo
La quantità di tempo tra quando il vostro cervello dice al vostro dito di sparare e quando il videogioco fa avvenire qualcosa a schermo è una variabile fondamentale per i professionisti e questo mouse accorcia quel tempo in modo percepibile. Si parla di millisecondi quindi è difficile da quantificare ma facendo una partita a CS con un mouse tradizionale e una con il Superstrike subito copo, la differenza è evidente, anche per chi semplicemente bazzica le playlist competitive del suo videogioco preferito.
Essendo i due bottoni regolabili singolarmente nella loro sensibilità, abbiamo provato a mettere la più bassa sul tasto sinistro, per sparare prima, e una medio alta su quello destro per prevenire un passaggio al mirino o all’ottica accidentale. Dopo qualche ora di prove, abbiamo trovato una configurazione perfetta per CS e Valorant: sensibilità 2 sul sinistro, 7 sul destro con feedback aptico al massimo. Questo mouse cambia davvero le cose per chi gioca in competitivo.
Su Overwatch, invece, abbiamo mantenuto le impostazioni di CS giocando eroi da danno, ma passando alla sensibilità minima su entrambi i tasti giocando tank. Sul tasto destro, infatti, è quasi sempre posizionata la barriera di questi eroi e attivarla qualche millisecondo prima ci ha permesso di sopravvivere più agilmente, soprattutto giocando con Reinhard e Domina.
Costruzione ed ergonomia
Il mouse è leggerissimo, comodo da tenere in mano e realizzato con una plastica matte che fa molto attrito e non scivola, nemmeno quando sudano le mani. La rotella, rispetto al resto del mouse, è il punto debole in termini di qualità costruttiva perché risulta leggermente gommosa nel click, e in un mouse che si fa pagare 179 euro si saremmo aspettati qualcosa di un po’ più rifinito.
I tasti sul fianco, poi, sono dei bottoni tradizionali e, può sembrare assurdo, ma ci siamo ritrovati a sentire la differenza tra l’istantaneità dei click principali e il microscopico ritardo di quelli laterali, ma nulla che abbia influenzato la nostra prestazione in game. Una sola cosa va evitata assolutamente usando questo mouse: la rabbia.
Sappiamo di non essere gli unici a sbattere il mouse contro la scrivania in un momento di picco di frustrazione e il Superstrike non apprezza per niente questa brutta abitudine. É capitato più volte che uno o entrambi i tasti, dopo un colpo un po’ forte, smettessero di registrare gli input, ma nulla che non possa essere risolto da un semplice “spegni e riaccendi”.

Smettere di maltrattare le periferiche è buona norma, ma sappiate che se siete quel videogiocatore che sfoga la sua frustrazione su mouse e tastiera, forse il Superstrike non è il mouse che fa per voi. A tutti coloro che si divertono con i videogiochi competitivi in cui il tempo di reazione è una variabile importante, invece, non possiamo che raccomandare il Logitech Pro X2 Superstrike perché il vantaggio è reale e cambierà il modo in cui giocate al vostro titolo competitivo preferito.
Il prezzo è elevato, certo, perché è il primo del suo genere, ma sappiamo da fonti interne a Logitech che la tecnologia è talmente rivoluzionaria e apprezzata che arriverà su altri prodotti. Terremo d’occhio il panorama di questo tipo di mouse per raccontarvi e testare i nuovi arrivi.