Mizuki: la guida per curare tantissimo con il nuovo eroe di supporto di Overwatch

Riccardo Lichene
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Indice
  1. Un kit completo e complesso
  2. Un personaggio che incoraggia il gioco aggressivo
  3. Quali perk scegliere con Mizuki
Mizuki guida Overwatch

Dall’uscita del nuovo maxi-aggiornamento di Overwatch, un nuovo eroe di supporto ottiene di frequente quella che una volta era la medaglia d’oro per le cure: Mizuki. Questo nuovo personaggio è in grado di tenere in piedi da solo un’intera squadra, di difendersi da solo dai dps che cercano di attaccarlo alle spalle e, con la sua ultimate, di tenere vivo un tempo supplementare un obiettivo contestato.

Il suo unico problema è che il gioco non spiega benissimo come tutti i suoi ingranaggi si incastrano, per questo abbiamo realizzato questa guida con tutto quello che c’è da sapere sul primo personaggio giapponese che non può scalare le pareti

Un kit completo e complesso

Miizuki ha due modi di curare: il suo cappello che rimbalza tra gli alleati e la sua aura. Al livello base, l’aura cura pochissimo, ma infliggendo danni e usando il cappello vedrete di fianco al vostro mirino un moltiplicatore che sale, a indicare che state potenziando la vostra aura. A livello strategico potete pensarlo come una Brigitte più aggressiva: c’è un modo per curare gli alleati manualmente (il cappello ha due cariche), ma il grosso viene dall’aura, e i potenziamenti più massicci all’aura arrivano quando si fa danno agli avversari.

La sua arma primaria lancia degli shuriken che rimbalzano sulle pareti, possono infliggere colpi critici e, all’impatto, applicano meno di un secondo di danni nel tempo. Colpire gli scudi non carica il moltiplicatore dell’aura ed eliminare un giocatore lo porta quasi al massimo. Fate attenzione a quell’indicatore: è indispensabile tenerlo al massimo perché inizia a diminuire nell’istante in cui uscite dal combattimento.

Mizuki guida Overwatch

Le sue abilità sono la Catena Incatenante e il Ritorno al Katashiro. La prima è uno strumento preziosissimo di controllo della folla che incatena un nemico al suolo per poco più di un secondo, abbastanza per finirlo o renderlo un bersaglio facile per il team. Fate attenzione perché il tempo di attivazione non è istantaneo e serve parecchia pratica per attivarla con costanza. La seconda è un’abilità di movimento che all’attivazione fa scattare Mizuki nella direzione premuta, ed è possibile ripremere il pulsante in una finestra di 5 secondi per tornare al punto di partenza.

Essendo invulnerabili nei frame del teletrasporto, è possibile usare questa abilità per evadere i danni di ultimate esplosive come quella di D.va o Junkrat ma serve tantissima pratica perché anche qui c’è una finestra di attivazione (circa 0.5 secondi) e l’immunità è di una manciata di frame. La sua ultimate è un cilindro verde che impedisce ai proiettili (non ai laser) di passare, ha un tetto che protegge dall’alto e cura gli ospiti di 100 punti salute al secondo. Se un nemico entra nel cilindro può spararvi tranquillamente e da fuori entra tutto ciò che non è un proiettile come il Cristallo Esplosivo di Domina.

Un personaggio che incoraggia il gioco aggressivo

Mizuki non può semplicemente limitarsi a tenere in piedi i suoi compagni o a mettere i bastoni tra le ruote al team avversario: per dare il massimo deve sporcarsi le mani. Il suo cappello può tirare fuori gli alleati da situazioni spinose, ma è la sua aura che da il sostegno necessario a fare breccia e per sfruttarla il team deve essere compatto e chi gioca deve tirare fuori la sua aggressività.

L’inizio di una schermaglia dovrebbe vedervi infliggere danni su chiunque sia scoperto (puntate alla grossa hitbox del tank all’inizio) per alzare il vostro moltiplicatore delle cure dell’aura. Nel frattempo, usate spesso il cappello ma senza restare a secco perché è fondamentale per riprendere per i capelli un alleato in fin di vita. Usate il Ritorno al Katashiro per riposizionarvi o scappare e tenete la catena pronta per chi cerca di infiltrarsi.

Mizuki guida Overwatch

Mizuki non ha una mobilità eccelsa come Lucio o Juno, ma la sua catena è garanzia di successo se riuscite a usarla con profitto. Eliminerete Sombre e Anran a non finire e renderete le vostre retrovie un posto sicuro. L’importante è non permettere al vostro moltiplicatore di lasciarvi a piedi quindi combattete insieme al vostro tank e infliggete quanti più danni possibile.

Così facendo curerete più di 10mila punti a partita con picchi senza senso se le cose vanno per le lunghe. La vostra ultimate, infine, passerà con la pratica da bottone di emergenza per restare vivi a scudo di protezione preventivo per fare angoli e strettoie punitive. È molto forte nel vivo del combattimento ma ricordatevi di non limitarvi a metterla sull’obiettivo: cercate di creare un fronte in modo da mettere una barriera dalla salute infinita tra il vostro team e quello avversario.

Quali perk scegliere con Mizuki

I perk di Mizuki si scelgono da soli in base al vostro livello di familiarità con il personaggio. All’inizio è imperativo scegliere il potenziamento che aumenta del 25% le cure dell’aura. Quando sarete più bravi con la catena, invece, potrete potenziarla aumentando i vostri danni contro il nemico colpito del 30% per trasformarvi in una macchina di morte e scoraggiare ogni tipo di assalto alle retrovie.

Lo stesso discorso si applica ai vantaggi maggiori: mentre imparate a fare danni e a essere pericolosi è fondamentale massimizzare le cure scegliendo il potenziamento che aumenta i rimbalzi del vostro cappello e le cure che fornisce. Poi, quando avrete imparato a gestire le risorse e i danni, potrete rubare una parte del kit di Lucio aggiungendo alla vostra aura un aumento della velocità del 25% quando usate la vostra abilità di movimento. Con questo potenziamento Mizuki diventa il coltellino svizzero degli eroi di supporto e potrete adattarlo ad ogni situazione.

Riccardo Lichene

Giornalista esportivo e critico videoludico, Riccardo Lichene è cresciuto a pane e Ovewatch e ha iniziato la sua carriera nel giornalismo esportivo parlando della Overwatch League per poi aprirsi al resto dei titoli Blizzard, al mondo di Counter-Strike e alla FGC. Ora è caporedattore di Esportsinsider Italia.
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