PUBG Blindspot: abbiamo provato il nuovo aspirante esport di Krafton

Riccardo Lichene
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Indice
  1. Com’è l’Early Access di PUBG Blindspot
  2. Round, agenti e flusso di gioco
  3. PUBG Blindspot ha potenziale esportivo?
PUBG blindspot provato

PUBG Blindspot è un parente strettissimo di Rainbow Six Siege ma con visuale isometrica, cosa che costringe a ripensare completamente l’approccio agli scenari tattici che gli sviluppatori di Krafton hanno preso dallo storico fps di Ubisoft.

Questo gioco free to play ha una semplice struttura a round, con attaccanti e difensori che si alternano per mantenere o prendere il controllo di uno dei due siti di ciascuna mappa su cui innescare una “bomba”. L’impostazione è quella di un hero shooter, con armi fisse e gadget selezionabili, e il divertimento sta nel modo completamente nuovo di percepire lo spazio e di raccogliere le informazioni.

Com’è l’Early Access di PUBG Blindspot

PUBG Blindspot è appena uscito in early access e a un primo approccio è un progetto che non dovrebbe avere senso. La visuale isometrica va ben oltre la terza persona, allontana ancora di più la telecamera e le mappe sono un dedalo di stanze e corridoi proprio come quelle di R6. Oltre ad implementare un tetto trasparente per tutti i locali, gli sviluppatori di Krafton giocano con il concetto di visione per rimescolare le carte del genere degli sparatutto tattici.

PUBG blindspot provato

Quando si mira con il proprio fucile, un cono di “luce” appare davanti al personaggio, questa è la visione, ovvero lo spazio della mappa in cui un nemico viene rivelato se si trova al suo interno. La visione è condivisa tra tutti i giocatori di ogni squadra (il gioco è 5v5), quindi potreste vedere in un angolo della vostra visuale un nemico comparire per mezzo secondo perché è passato nella visione di un vostro compagno di squadra. Con queste informazioni si preparano rotazioni, assalti e altre manovre.

Il nome Blindspot si riferisce proprio a questo: non farsi vedere e organizzare i propri movimenti per restare nel punto cieco del nemico è garanzia di un vantaggio che contribuisce molto alla vittoria. Ci vuole relativamente poco tempo a un veterano degli fps tattici per tararsi sul modo unico di questo gioco di gestire visuale e shooting, ma bastano poche partite per capire che la curva di apprendimento è davvero ripida.

PUBG blindspot provato

Round, agenti e flusso di gioco

Una partita a PUBG Blindspot dura al massimo 7 round perché la prima squadra ad arrivare a 4 si porta a casa la vittoria. Dopo tre round, attaccanti e difensori si scambiano i ruoli e, al contrario di Rainbow Six Siege, non tutti i personaggi sono solo da attacco o da difesa. Alcuni come Apex, che ha un fucile d’assalto e una granata che nega un’area infliggendo danni nel tempo, sono disponibili solo in fase di attacco.

Altri come Patch, armata di un diverso fucile d’assalto e di una granata che crea un muro di schiuma, sono disponibili sia in attacco sia in difesa. Le armi sono fisse per ciascun agente, come in Siege, e si distinguono tra loro per gittata, rateo di fuoco e schema di rinculo. I gadget disponibili, invece, sono presi da Siege senza nemmeno farsi troppe domande. Ogni agente, infine, può scegliere tra una lista di gadget secondari universali come il filo spinato o lo scudo posizionabile in difesa e tre tipi di granata (frammentazione, fumogena o stordente) in attacco.

PUBG blindspot provato

Essendo in early access ci sono ancora diversi dettagli da limare, soprattutto sul fronte del bilanciamento. Il Blue Chip Tracker dell’agente Whistle è praticamente un wallhack e ha bisogno di essere rielaborato, mentre il sensore di movimento di Clarice non fornisce abbastanza informazioni utili da giustificare la scelta del personaggio.

PUBG Blindspot ha potenziale esportivo?

Nonostante i difetti tipici di questa fase dello sviluppo, il gioco è divertente per chi ama gli sparatutto tattici. Il suo problema principale è l’incognita che tutti i nuovi live service devono affrontare una volta sul mercato: gli aspetti innovativi e il rimescolio di ciò che hanno fatto altri basteranno a trattenere i giocatori nel lungo periodo?

PUBG può contare su un network planetario di promozione e utenti affezionati quindi, quando uscirà, è indubbio che Blindspot riceverà tanta spinta dalla casa madre. Essendo un gioco che non ha eroi dalla personalità spiccata o ambientazioni memorabili, sarà il gameplay a dover portare tutto il peso del fare breccia in un genere ultra saturo.

A livello competitivo, il gioco ha il suo fascino come prodotto di intrattenimento e ha il beneficio che la visuale isometrica di ogni personaggio fornisce molte più informazioni rispetto al punto di vista personale di uno shooter in prima persona. Dall’altro lato, l’azione è molto più distante da chi guarda rispetto al vedere il match con gli stessi occhi di chi sta gareggiando.

L’uncità di PUBG Blindspot sta nel fatto che ha un modo di esprimere l’abilità di chi gioca che è più tattico e meno meccanico rispetto a concorrenti come CS2 o Valorant. Solo la risposta del pubblico (SteamDB registra un picco massimo di poco più di 3000 persone al lancio in early access) e le decisioni di Krafton, però, potranno dirci se il gioco avrà o meno un futuro competitivo.

Riccardo Lichene

Giornalista esportivo e critico videoludico, Riccardo Lichene è cresciuto a pane e Ovewatch e ha iniziato la sua carriera nel giornalismo esportivo parlando della Overwatch League per poi aprirsi al resto dei titoli Blizzard, al mondo di Counter-Strike e alla FGC. Ora è caporedattore di Esportsinsider Italia.
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