Ubisoft ammette: cancellazioni dovute a troppi nuovi progetti post Covid

Massimiliano Di Pasquale
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Ubisoft ammette: cancellazioni dovute a troppi nuovi progetti post Covid

Il CEO di Ubisoft, Yves Guillemot, ha spiegato le ragioni dietro la recente ondata di licenziamenti e la revisione dei progetti in corso, collegandole a una previsione aziendale che non si è concretizzata. “Nel periodo post Covid – ha ammesso – ci aspettavamo una domanda di mercato stabile che non si è pienamente concretizzata. Questo ci ha portato a lanciare troppi progetti e ad accumulare complessità”. La dichiarazione arriva a meno di 24 ore dall’annuncio di 40 licenziamenti a Ubisoft Toronto, confermando le difficoltà dell’azienda nella gestione delle risorse e dei piani di sviluppo.

Ristrutturazioni e gestione disciplinata del personale

Riguardo ai 200 tagli proposti a Parigi, Guillemot ha spiegato: “Si tratta di un piano di uscita volontaria, dove i dipendenti possono lasciare l’azienda su base consensuale. Il nostro obiettivo principale resta la gestione disciplinata della forza lavoro, favorendo le dimissioni volontarie e controllando attentamente le assunzioni per sostituire ruoli o creare nuove posizioni”. Il CEO ha aggiunto che i 200 milioni di euro di riduzione dei costi supplementari includeranno una ristrutturazione selettiva in tutta l’azienda, parte di un percorso finalizzato a un migliore allineamento agli obiettivi strategici a lungo termine.

Ottimizzazione e progetti cancellati da Ubisoft

Sulle strategie future, invece, Guillemot non ha dubbi: “Stiamo adottando una serie di misure per ottimizzare l’attività. Per fare tutto quello che è necessario dobbiamo ridurre alcune spese, modificare o interrompere progetti quando necessario, migliorare i processi produttivi e sfruttare meglio gli strumenti a disposizione”. L’obiettivo è creare un’azienda più focalizzata e agile, con squadre bilanciate tra esperienza senior e giovani talenti, capaci di consegnare giochi di alta qualità. “Il boom dei videogiochi del periodo Covid non si è mantenuto come previsto – ha aggiunto – e questo ci ha portato a un sovraccarico di progetti e complessità operativa. Ora puntiamo a consolidare un’organizzazione più snella, pronta ad adattarsi rapidamente alle dinamiche di mercato”.

Massimiliano Di Pasquale

Giornalista pubblicista classe ’93, con sport ed esports come stelle polari. Appassionato di FPS, gioco a Rainbow Six Siege e ho rotto un’infinità di pad prima su FIFA e poi su EA Sports FC.
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