Regional Riftbound Bologna: intervista al vincitore Alanzq

Francesco "Deugemo" Lombardo
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Indice
  1. Ezreal, Vex e un piano partita chiaro
  2. Quanto è importante il meta?
  3. A che punto è Riftbound
  4. Il suo background
alanzq intervista riftbound
Image credit: Foto di Riot Games

Al primo Regional europeo di Riftbound, il nuovo gioco di carte collezionabili firmato Riot Games e ambientato nell’universo di League of Legends, a sollevare il trofeo è stato il polacco Mateusz “Alanzq” Jasiński, già campione del mondo di Legends of Runeterra nel 2021. Lo abbiamo incontrato a margine dell’evento per farci raccontare le sue scelte sulla costruzione del mazzo, il suo parere sul meta competitivo e le prospettive future del titolo.

Ezreal, Vex e un piano partita chiaro

Alla prima domanda, quale mazzo hai giocato e con quale strategia, Alanzq ha risposto in modo chiaro: “Ezreal, è uno dei miei preferiti. L’obiettivo in questo caso è riuscire a mettere in campo Vex, guardare l’avversario leggere la carta… e fare 2-0”. Dietro la battuta c’è però una lettura precisa del meta. Il suo deck ruota infatti attorno a Ezreal, con una struttura pensata per punire esitazioni e scelte conservative dell’opponente. L’inserimento di Vex come snodo tattico consente pressioni improvvise e accelerazioni di tempo. Il risultato? Un percorso netto nelle fasi decisive del torneo.

Ripercorrendo il cammino nel torneo, Alanzq individua senza esitazioni il match più complicato: “Sicuramente il match mirror di Ezreal contro Mateo”, che giocava lo stesso mazzo. Un confronto già vissuto il giorno precedente, quando aveva perso a causa di una sideboard non ottimizzata per quel matchup. L’errore è diventato però un punto di svolta strategico perché gli ha permesso di ripresentarsi alla seconda occasione con un maggiore bagaglio di esperienza. “Nel main event infatti ho portato la lista corretta e sono riuscito a vincere gara 2 e 3”.

Quanto è importante il meta?

Nel corso del torneo abbiamo visto Draven e Kai’sa i mazzi più utilizzati con una presenza del 15%. Eppure a vincere è stato un Ezreal, con la percentuale al 5%. Quello di Alanzq è un adattamento tecnico che dimostra quanto, nel formato competitivo di Riftbound, la preparazione tra un giorno e l’altro possa fare la differenza. Non solo conoscenza del proprio mazzo, ma lettura attenta degli avversari e aggiustamenti mirati. In particolare alla domanda sulla varietà del meta competitivo, il campione europeo offre una lettura interessante: “Il sistema best of cards rende il field generale molto vario, mentre la top cut dimostra che qualsiasi mazzo può arrivare fino in finale”.

Secondo Alanzq, la struttura del torneo incentiva sperimentazione e creatività nella fase svizzera, ma è nella top cut che emerge il vero equilibrio del gioco: più archetipi sono in grado di competere ai massimi livelli. Un segnale incoraggiante per un titolo ancora giovane. Alanzq, che attualmente è anche un giocatore di Teamfight Tactics, ha iniziato a giocare Riftbound subito dopo la presentazione del gioco a Macao, quando erano state mostrate pochissime carte. “Ho iniziato ad allenarmi con le poche carte disponibili”. Un investimento precoce che ha pagato. 

A che punto è Riftbound

Sullo stato dell’ecosistema competitivo è ottimista: “Devo dire che secondo me migliora a ogni torneo, anche se l’orologio va aggiustato”. Il riferimento è alla gestione dei tempi di partita, un aspetto tecnico ancora in fase di assestamento, ma fisiologico per un circuito appena nato. Sulla durata della rotazione Standard, Alanzq preferisce non sbilanciarsi: “Non ho ancora abbastanza esperienza per esprimere un’opinione. Il tempo dirà.” Una posizione prudente che riflette la fase iniziale del gioco: molte dinamiche strutturali devono ancora stabilizzarsi prima di poter essere valutate con piena consapevolezza.

Il legame con l’universo di Runeterra non è solo professionale. Alanzq ha giocato anche a League of Legends, seppur per una sola stagione, nel ruolo di ad carry. E qui emerge una curiosità divertente: “I miei campioni più giocatoi erano Ezreal e Kai’Sa”. Una coincidenza che aggiunge un tocco narrativo alla sua vittoria con un deck basato proprio su Ezreal: dal Summoner’s Rift al tavolo da gioco, il campione ribelle continua a portargli fortuna.

Il suo background

Prima di Riftbound, Alanzq ha avuto un breve periodo competitivo in Flesh and Blood, senza risultati di rilievo. “Il gioco è buono, ma Riftbound per me è di gran lunga più divertente”. Un’affermazione netta che sintetizza il motivo della sua scelta: al di là della solidità tecnica, è il livello di coinvolgimento personale a fare la differenza. La vittoria di Alanzq al primo Regional europeo segna un momento simbolico per Riftbound. 

Non solo per il titolo in sé, ma per ciò che rappresenta: l’avvio concreto di un ecosistema competitivo europeo in grado di attrarre giocatori preparati, attenti al meta e pronti ad adattarsi rapidamente. Se il percorso di crescita continuerà con lo stesso ritmo, il circuito europeo potrebbe diventare uno dei più interessanti nel panorama dei TCG emergenti. E per ora, in cima alla classifica, c’è un nome da tenere a mente: Mateusz “Alanzq” Jasiński.

Francesco "Deugemo" Lombardo

Esports Reporter
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Dal 2014 racconto il mondo degli esports attraverso personaggi, eventi e tornei con una visuale a 360 gradi. Editor, reporter, speaker a eventi e conferenze, giurato agli Italian Esports Awards, content creator su Twitch e Youtube.
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