Highguard: prime impressioni sulla versione fantasy di Apex Legends

Riccardo Lichene
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Indice
  1. Che cos’è un Raid Shooter
  2. Armi ed eroi: la fiera del già visto
  3. Un anno di contenuti e modalità competitiva
Highguard prime impressioni

Highguard è evidentemente un prodotto di ex sviluppatori di Apex, ma il suo gameplay loop è sufficientemente diverso da tutto ciò che c’è in commercio per dare al gioco una possibilità. Il problema principale del titolo di Wildlight Entertainment è l’essere tremendamente generico alla vista sotto ogni aspetto (armi, eroi e ambientazioni), ma il gameplay è così coinvolgente che potrebbe diventare irrilevante per chi ci si appassiona.

Che cos’è un Raid Shooter

Highguard ha come punto di forza principale quello di inventarsi un nuovo genere di sparatutto: il raid shooter. Ogni partita funziona così: ciascuna delle due squadre da 3 sceglie una di otto basi (ne verranno aggiunte in futuro) e ha a disposizione un minuto per fortificarla rinforzando alcuni muri in stile Rainbow Six Siege.

Scaduto il timer si apre la sezione di mini-open world che separa le due basi, al suo interno si devono aprire delle casse e minare risorse per migliorare il proprio loadout composto da due armi, una granata, uno strumento distruttivo (cariche da irruzione per rompere i muri) e uno strumento d’assedio, uno a scelta tra lanciarazzi, arpione per zipline e martello da demolizione.

Highguard prime impressioni

In un punto dell’open world, dopo qualche minuto, compare il Breaker, una spada con la quale infrangere lo scudo protettivo della base avversaria. Questo oggetto può essere portato da qualunque personaggio ed è visibile da molto lontano alla squadra che non lo possiede. Dopo un combattimento nell’open world per il possesso del Breaker inizia il raid.

Un raid comincia quando una delle due squadre porta la spada alla porta della base avversaria facendo comparire una torre d’assedio che farà da punto di ritorno per gli attaccanti fino al loro esaurimento delle vite. Ora il gioco cambia volto e diventa quasi un arena shooter in cui l’obiettivo degli attaccanti è far esplodere le due bombe presenti nella base (chiamate generatori) e quello dei difensori è ucciderli finché non esauriscono le vite a disposizione.

Highguard prime impressioni

Ogni base ha 100 punti salute: usare il Breaker ne toglie 30 e ogni generatore 35. Se si riescono a fermare gli attaccanti la loro base subisce 30 danni, quindi è possibile vincere anche solo difendendo. Sparsi per la mappa ci sono dei venditori per migliorare l’equipaggiamento e quando si muore si rinasce con il loadout che si aveva quando si è stati abbattuti. Se un raid non va a buon fine il livello di tutto il loot sparso per la mappa sale di un grado (grigio>azzurro>viola>dorato) e il ciclo ricomincia.

Armi ed eroi: la fiera del già visto

Le nostre prime impressioni in compagnia di Highguard si possono riassumere in: divertente, ma davvero già visto. Questo perché la modalità di gioco è davvero nuova e riesce a invogliare a far partire il match successivo anche quando si perde. Eroi, armi e ambientazioni, invece, sono la fiera del già visto tra AK47, revolver, mitragliette, l’eroe berserk, quello a base di fuoco, quello a base di ghiaccio, l’esperta di stealth e la maga di supporto che usa la corruzione.

Highguard prime impressioni

Ciascuno di loro ha la stessa identica struttura di una leggenda di Apex: una passiva, una tattica e una ultimate. Alcuni sono più incentrati sul PvP, altri sul supporto o la distruzione della base, tutti non ci hanno stupito per il loro design o la loro personalità. Lo stesso si può dire dell’ambientazione che, purtroppo, sembra una libreria di asset fantasy standard di Unreal Engine. Non c’è un elemento dello scenario che ci abbia colpito o una base che ci abbia fatto sentire in connessione con la storia o l’identità del gioco.

Un anno di contenuti e modalità competitiva

Highguard funzionerà per Episodi di due mesi ciascuno e la roadmap presentata al lancio ha contenuti da oggi fino a dicembre con l’arrivo della modalità competitiva previsto tra due settimane. C’è un sistema di battle pass (il primo è gratuito per tutti i giocatori che si loggano nelle prime due settimane dal lancio) e un’abbondanza di cosmetici a pagamento nello shop.

Highguard prime impressioni

Le nostre prime impressioni sono di un gioco con un game design dall’ottimo potenziale e un aspetto grafico/artistico da ripensare completamente. Tecnicamente (su PC) il titolo ha avuto solo un paio di colpi di tosse con framedrop evidenti nel mondo aperto, mai in combattimento o in fase di costruzione e distruzione.

Nella nostra recensione parleremo bene del passo di gioco, dei lunghi tempi di rinascita, di come il gioco può salvarsi e persino delle sue ambizioni competitive. Essendo free to play non vediamo ragioni per non consigliarvi di provare almeno una decina di partite: a noi tanto è bastato per capire che il divertimento c’è, anche se è intrappolato nella confezione più generica che il mondo degli hero shooter abbia mai visto.

Riccardo Lichene

Giornalista esportivo e critico videoludico, Riccardo Lichene è cresciuto a pane e Ovewatch e ha iniziato la sua carriera nel giornalismo esportivo parlando della Overwatch League per poi aprirsi al resto dei titoli Blizzard, al mondo di Counter-Strike e alla FGC. Ora è caporedattore di Esportsinsider Italia.
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