Ride 6 fa per il mondo del motociclismo videoludico l’equivalente di quello che ha fatto la serie Forza Horizon per quello dell’automobilismo. É un’esperienza di corse rilassata ma rifinita, esagerata ma precisa e con tante ore di divertimento da offrire agli appassionati delle due ruote. Non aspettatevi un open world come quello di Playground Games o un’esperienza gargantuesca nello stile dell’ex esclusiva Xbox. Ride 6 ha tanto da offrire ma in una trentina di ore (se escludiamo il multigiocatore) sentirete di aver assaporato tutto ciò che ha da offrire.
Benvenuti al Ride Fest
Il palcoscenico per le (molte) gare della modalità carriera di Ride 6 è il Ride Fest, un immaginario festival di motociclistico che abbraccia le categorie più disparate di mezzi e, per la prima volta, include lo sterrato. Ci sono poche piste per le maxi enduro e, a livello tecnico, sono l’aggiunta più incerta del gioco.
Milestone, però, ha fatto la scelta giusta perché non solo la categoria porta una ventata di freschezza alla serie, ma è anche il gruppo di appassionati del mondo reale più in crescita degli ultimi anni, cosa che avvicinerà i motociclisti al gioco e i giocatori a questa nicchia del motociclismo.
Il Ride Fest è diviso per eventi, ciascuno dei quali contiene un numero variabile di gare. Ogni gara ha un obiettivo primario e uno secondario e completarli conferisce delle stelle a chi gioca. Per sbloccare gli eventi più prestigiosi e le moto più veloci è necessario un numero minimo di stelle: è così che viene gestita la progressione.
Gli eventi hanno le protagoniste più diverse: dalle enduro alle sportive leggere passando per scooter, bagger (altra novità dell’anno) ed enduro da strada con cui sgommare. Alcuni eventi hanno una leggenda del motociclismo (da Guy Martin a Casey Stoner) che mette gli utenti davanti una sfida da superare. L’aggiunta ci è piaciuta ma non ha avuto un impatto molto forte sulla nostra esperienza.
Ride 6 dà il meglio in prima persona
Se la fisica motociclistica di Milestone è ormai una garanzia, non ci sentiamo di dire lo stesso del comparto grafico che, su Ride 6 ha alti e bassi. Giocando su PS5 non siamo rimasti tanto stregati dal livello di dettaglio di veicoli e ambienti quanto speravamo, ma tutto è cambiato quando siamo passati dalla terza alla prima persona.
Chi si ricorda il video virale di cui è stato protagonista Ride 4 in cui il gioco, in una gara di strada sotto la pioggia, sembrava davvero realistico? Ride 6 riesce a catturare quella stessa magia e quel senso di immersione quando si gioca in prima persona. Quando la telecamera si allontana, invece, il gioco invecchia di 5 anni per qualità delle texture, dell’illuminazione e dei modelli delle moto.
È in prima persona, quindi, la personalità di Ride emerge con forza: dalle riserve del liquido dei freni traballanti delle bagger alle decorazioni delle supermotard, i dettagli catapultano chi gioca in sella e l’esperienza si fa completamente immersiva. Anche il comparto di aiuti, da disattivare uno alla volta mentre si impara, ci è piaciuto molto, soprattutto vista l’aggiunta di una riding school fatta e finita.
Ride 6 è un ottimo punto di ingresso per chi vuole iniziare ad avvicinarsi ai videogiochi di moto, non solo perché ha un catalogo di esperienze e mezzi (340 moto in totale) davvero vario, ma perché insegna le basi della guida sportiva a due ruote in modo molto “vecchio stile”. Dalle staccate alle chicane passando per i sistemi a più curve, la nuova scuola guida di Ride è forse l’innovazione più importante implementata da Milestone. Fateci un giro anche se siete veterani della serie e il vostro divertimento aumenterà sensibilmente in tutto il resto del gioco.
Il verdetto
Ride 6 è un tagliere ricco di esperienze diverse e che sanno fare felice una grossa platea di fan dei motori. Ci avrebbe fatto piacere un open world (non ci crediamo nemmeno noi, a questa richiesta, dopo anni di lamentele) per scorrazzare con tutte le moto del gioco, e alcuni eventi sono leggermente meno riusciti di altri, come le gare in scooter monomarcia che ci hanno assordato con il loro sound mono-nota. I difetti, però, impallidiscono di fronte a un modello tecnico granitico, a una scuola-guida da oscar e all’incredibile varietà di gare ed esperienze che sono sul piatto.
Ride 6 farà contento ogni appassionato delle due ruote che non sia alla ricerca di un’esperienza simulativa, anche se i controlli Pro fanno un ottimo lavoro nell’offrirne una realistica. C’è spazio per migliorare e ampliare, soprattutto con lo sterrato, ma la serie è sul binario giusto e ha tanto spazio per migliorare: anche le due ruote hanno bisogno del loro festival e non possiamo che incoraggiare Milestone a farsi ancora più coraggiosa con il suo franchise proprietario.