Il prossimo 13 novembre 2025 segnerà un importante punto di svolta nel settore del gioco a distanza in Italia. Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha infatti emanato una determinazione direttoriale – pubblicata l’11 novembre – con cui stabilisce che a partire da quella data sarà possibile aprire un conto di gioco online anche mediante i sistemi di identità digitale SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Identificarsi in modo digitale: che cambia
Fino ad oggi l’apertura di un conto di gioco online presso gli operatori autorizzati richiedeva la modalità tradizionale: acquisizione del documento d’identità fronte/retro, codice fiscale, recapiti e così via. Con la nuova disposizione ADM, la modalità digitale sarà pienamente legittimata: se l’operatore utilizza SPID o CIE – strumenti con livello di sicurezza almeno di secondo livello – non sarà più necessario richiedere la copia cartacea del documento.
In dettaglio, l’operatore concessionario dovrà comunque acquisire almeno: nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita, codice fiscale, recapiti e dati identificativi del documento.
Il provvedimento, firmato dal direttore ADM Roberto Alesse, attua l’articolo 6 del Decreto legislativo 25 marzo 2024 n. 41 – che ha avviato il riassetto del comparto del gioco a distanza – in attuazione della legge delega fiscale n. 111/2023.
Quali sono gli obiettivi
L’obiettivo dichiarato da ADM è duplice: da un lato incrementare la sicurezza e la certezza dell’identità degli utenti che si registrano al gioco online; dall’altro facilitare l’accesso e la procedura per l’apertura del conto, sfruttando strumenti già diffusi e riconosciuti a livello nazionale.
Per il settore dei giochi a distanza (GAD) ciò significa un ulteriore passo verso la digitalizzazione e la tracciabilità, con un effetto potenzialmente positivo sulla prevenzione delle frodi e sull’efficienza dei controlli.
Impatti operativi per concessionari e utenti
Dal punto di vista degli operatori autorizzati, la scelta sarà tra: mantenere la modalità “tradizionale” di acquisizione documentale oppure adottare la verifica digitale mediante SPID o CIE. Quest’ultima modalità comporta minore burocrazia per l’utente (non serve invio fisico del documento) e potenzialmente tempi più rapidi di attivazione del conto.
Sul fronte dell’utente, la possibilità di registrarsi tramite SPID o CIE risulta più agevole, a condizione che abbia già attivo uno dei due strumenti. Allo stesso tempo, resta in vigore l’obbligo di comunicazione dei dati da parte degli operatori all’ADM o ad altre autorità competenti, entro dieci giorni dalla richiesta, in linea con le convenzioni di concessione.
Quali criticità tenere d’occhio
Pur essendo un passo in avanti, ci sono aspetti che meritano attenzione:
- Non tutti gli utenti dispongono già di SPID o CIE: chi non li ha dovrà comunque adottare la modalità tradizionale – questo potrebbe creare differenze di esperienza.
- L’operatore che sceglie la modalità digitale dovrà essere certo di rispettare pienamente le modalità di trattamento dati, sicurezza e conservazione previste dalla normativa.
- È fondamentale che la verifica digitale sia effettiva e non solo formale: lo strumento è valido solo se realmente garantisce l’identità del giocatore.
Conclusioni
Dal 13 novembre 2025 la disciplina del gioco a distanza si adegua contestualmente alla digitalizzazione dei servizi pubblici e alla più ampia esigenza di efficienza e controllo. L’adozione di SPID e CIE per l’apertura dei conti di gioco – oltre ad essere conforme al decreto legislativo 41/2024 – rappresenta un segnale di modernizzazione del settore, che dovrà tuttavia essere accompagnato da operatività concreta e controlli efficaci.
La sfida adesso sarà nella prassi: se la platea degli operatori riuscirà a gestire il cambiamento senza intoppi e se gli utenti percepiranno un miglioramento reale nella registrazione e attivazione del conto.